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Max Parisi

NAPOLITANO PENSA AD AMATO. LA GENTE PENSA A SOPRAVVIVERE. LA PARTITOCRAZIA PENSA A OCCUPARE IL POTERE.

lunedì 22 aprile 2013

Un governo politico con forti innesti tecnici guidato da un premier che abbia una chiara spendibilita' internazionale e che possa durare almeno due anni. Questo e' l'impianto sul quale starebbe ragionando il presidente Giorgio Napolitano al Quirinale tra contatti e la preparazione del suo discorso alle Camere.

Il riserbo del Colle e' assoluto in queste ore, ma restano alcune certezze: il desiderio del capo dello Stato di fare in fretta e la convinzione che le forze politiche, Pd compreso, questa volta sapranno assumersi le proprie responsabilita' lasciando al recente passato la politica dei veti incrociati. Per cui resta confermato che Napolitano dovrebbe aprire le consultazioni gia' martedi' prossimo per tentare di dare un incarico entro giovedi' e chiudere la partita del governo in questa settimana. In ambienti politici si disegna questo scenario in costruzione: il premier dovrebbe essere un politico di area centro-sinistra con una forte 'spending' internazionale.

Il profilo perfetto sarebbe quello di Giuliano Amato (secondo Napolitano - ndr)  ma sul suo nome restano alcune resistenze: la piu' persistente e' quella della Lega nord. Per mantenere una guida politica all'esecutivo si pensa a due vicepremier, come - ad esempio, visto che i nomi dovranno essere calibrati con il massimo equilibrio - Enrico Letta e Angelino Alfano. Un sottosegretario alla presidenza del Consiglio come Gianni Letta potrebbe far quadrare i conti.

I ministri invece, e questa potrebbe essere la novita', dovrebbero essere lontani quanto basta dai partiti. Il mix potrebbe essere realizzato con la scelta di formare una squadra efficiente di ministri tecnici o a ''bassa intensita' politica', come si ragiona nel Pd. In questo quadro, Napolitano potrebbe recuperare alcuni ministri del governo Monti, come la Cancellieri e Di Paola. Per l'economia, vale lo stesso principio del premier, cioe' un' importante ''spendibilita' estera''. Quindi, Monti o Saccomanni? Anche i sottosegretari potrebbero avere un ruolo importante in questo disegno: potrebbero tornare personalita' politiche per chiudere il cerchio.

Come ha confermato Franco Marini, ''Napolitano non ha spazi per dire cose diverse dal 'fare intese anche con il Pdl'''. E di questo sono consapevoli tutti nel Pd. Perche' e' proprio al Pd che il capo dello Stato guarda perplesso. La confusione tra i Democratici e' tale che martedi' ci sara' una direzione che dovra' individuare la delegazione da mandare al Quirinale per le consultazioni. Non che cio' possa cambiare troppo i destini del governo: la direzione, infatti, dovra' anche definire il mandato della linea da portare al Colle e che - osserva una fonte qualificata del Pd - sara' quello di convenire con cio' che Napolitano chiede. E questo, nonostante nel Pd la sola parola 'larghe intese' provochi ancora reazioni nervose. Rosy Bindi, ad esempio, si e' spinta a dire che per Enrico Letta ''non e' il momento'' di pensare a palazzo Chigi perche' il popolo Democrat non vuole un governo con Berlusconi.

Ma la rotta si sta tracciando e tutti dovranno seguirla. Altrimenti Napolitano procedera' lo stesso. L'alternativa e' il voto, magari a giugno.

Fabrizio Finzi - Ansa


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