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Max Parisi

L'EX CAPO ECONOMISTA BCE, STARK (DIMESSOSI PER DISACCORDO CON DRAGHI): LA CRISI DELL'EURO SI AGGRAVERA' IN AUTUNNO.

lunedì 16 settembre 2013

BERLINO - L’ex capo economista della Banca Centrale Europea Jürgen Stark, che diede le dimissioni 2 anni fa in polemica con Mario Draghi e la sua strategia di acquisto dei bond Piigs, lancia di nuovo l'allarme e mette in guardia i mercati circa i prossimi duri contraccolpi nella crisi dei debiti sovrani nell'area euro. "Credo che la crisi si accentuerà alla fine di questo autunno", ha affermato Stark in un'intervista pubblicata in agosto dal quotidiano tedesco Handelsblatt e accolta (come al solito) da un silenzio tombale dai nostri plitici e media nazionali (Wall Street Italia la riporta oggi, grazie alla segnalazione di un lettore dalla Germania).

Dopo le elezioni parlamentari tedesche alla fine di questa settimana (si vota domenica 22 settembre e Angela Merkel sara' rieletta senza problemi Cancelliera per altri 4 anni) la Francia, a parere di Stark, comincera' a dare chiari segni di stress e aumenterà la pressione sulla Bce e sulla stessa Germania per un intervento. Il programma di acquisto di titoli di stato (OMT) dovrebbe essere in realtà implementato in Spagna ed in Italia ma diventerà enorme l'insistenza ad impiegarlo anche in Francia. E ciò, a detta dell'ex capo economista di Eurotower, senza nemmeno che Parigi si sia posta sotto l’"ombrello di protezione" studiato per i paesi deboli dell’eurozona noti come PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna).

Stark aveva annunciato circa due anni fa, il 9 settembre 2011, le sue dimissioni dal board Bce (di cui era membro senior per conto di Berlino) per protesta contro il programma di finanziamento degli stati europei in crisi ideato dalla Banca centrale Ue. Il suo scetticismo sulla tenuta dell'euro e dell'Europa non è affatto diminuito da allora.

Un anno fa Mario Draghi, presidente della BCE, aveva annunciato in un famoso discorso a Londra che la Banca centrale europea "avrebbe fatto tutto il possibile per salvare l’euro". Poco dopo Draghi presento' i piani per il programma OMT di acquisto di titoli sovrani.

Attraverso l’OMT la Bce ha la possibilità, in caso di emergenza e di turbolenze sui mercati, di comprare i bond delle nazioni in bilico, senza alcun limite di cifra o temporale. Per sgombrare il campo dalle enormi perplessita' politiche insite nel programma - scrive Handelsblatt - la Bce intende applicare il piano di emergenza solo se il paese interessato ha effettivamente attivato l’ombrello di protezione e si impegna in parallelo a varare le opportune riforme strutturali.

Stark dubita tuttavia che la Bce rimanga fedele ai propri intendimenti, restando quindi in pieno nel campo degli "scettici". Al contrario, la propaganda dei "poteri forti" Ue e dei governi, con l'ausilio dei mercati finanziari, divulga al popolo la tesi secondo cui il programma di salvataggio dell'euro varato nel 2011 non solo funziona ma e' di fatto il grande successo dell’italiano Draghi. 

"Il discorso di Londra di Draghi in effetti impressiono' i mercati", sostiene Stark, ma - aggiunge - "dubito che la tranquillità sul fronte euro durerà a lungo". Infatti l’insicurezza politica in Europa continua. Ciò vale sia per la politica sul piano nazionale dei paesi in crisi (l'Italia non viene nominata ma e' il classico gorilla da 500 chili nella stanza) sia per la politica sul piano europeo istituzionale.

Una soluzione duratura della crisi insomma, non sarebbe in vista. Draghi avrebbe soltanto guadagnato tempo a favore dei governi Ue, solo che "questo tempo è rimasto completamente inutilizzato".

Stark è dell’opinione che la Bce deve mantenere le sue promesse e far partire il programma di acquisto dei titoli di stato (OMT). E’ assolutamente convinto che i mercati ad un certo punto (quando, adesso nessuno può prevederlo) dovranno testare il grado di serieta' della BCE al riguardo. (WSI)


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