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Max Parisi

SIAMO AL DUNQUE: BERLUSCONI SOPRA LA PANCA E IL GOVERNO CAMPA, SOTTO LA PANCA IL GOVERNO CREPA.

lunedì 9 settembre 2013

Arcore - Non mi aspetto nulla. L'umore di Silvio Berlusconi resta pessimo e dal bunker di Arcore il Cavaliere non ne fa mistero nel giro di colloqui avuti con diversi dirigenti del Pdl. Se è vero che al momento ha deciso di congelare qualsiasi decisione sul futuro in attesa dell'esito della riunione della Giunta che oggi inizierà a discutere della sua decadenza, il Cavaliere fa capire di non intravedere nessuno spiraglio: vedrete che faranno di tutto per mettere a punto un calendario serrato per arrivare in tempi certi alla votazione, non accetteranno nessuna trattativa. 

Berlusconi però, in linea con chi gli consiglia prudenza, continua a tacere. Al suo posto interviene Angelino Alfano che fa un nuovo appello al Pd e al ''senso di responsabilità'' legando a doppio filo le sorti del governo all'atteggiamento dei dem invitandoli a "ragionare".

Da Cernobbio per partecipare al Forum Ambrosetti, il ministro dell'Interno (che si è intrattenuto in un faccia a faccia con Enrico Letta per parlare molto probabilmente dell'affaire Berlusconi) fa intendere come la decisione di ricorrere alla corte Europea dimostri che ''il caso sia tutt'altro che chiuso''. Il segretario pidiellino non esita a definirsi ''fiducioso'' sulla sentenza ''di innocenza'' che arriverà dalla corte di Strasburgo. Il vice premier chiede ai Democratici ''senso di responsabilità'' sottolineando come ''Berlusconi più di tutti abbia voluto la nascita dell'esecutivo".

Un appello quello di Alfano a cui fa eco quello di Gaetano Quagliariello, che confida nella ''serenità di giudizio'' da parte della Giunta. La levata di scudi del Pdl però non ottiene l'effetto sperato sugli alleati di governo. 

A ribadire la posizione del Pd - con Bersani che stoppa la ripresa del gioco del cerino - ci pensa il responsabile giustizia Danilo Leva: "Basta ricatti - avverte - la legge è uguale per tutti". Concetto caro anche al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri che in un'intervista a Skytg24 smentisce l'ipotesi che un'amnistia possa interessare anche Silvio Berlusconi: il provvedimento ''non riguarda reati fiscali". 

A gelare le aspettative pidielline bollando come ''inammissibile'' il ricorso a Strasburgo è poi Luciano Violante che nei giorni scorsi era stato al centro di polemiche nel Pd per il suo atteggiamento "aperturista" nei confronti delle richieste del Cavaliere.

Ma nel Pdl c'è chi non si arrende: il coordinatore Sandro Bondi non esclude infatti ''una revisione'' dell'interno processo Mediaset poichè le indagini condotte dai magistrati svizzeri, mettono in evidenza come l'intera vicenda ''si e' fondata su di un pregiudizio senza alcuna prova documentata". La strategia è chiara: tentare tutte le strade, dalla Consulta alla corte Europea di Strasburgo per cercare di allungare i tempi di discussione e di conseguenza il voto sulla decadenza. Una 'mossa' che però continua a non convincere l'ala più dura del Pdl. 

I falchi lo continuano a ripetere anche al Cavaliere: dilazionare i tempi - è in sintesi il ragionamento - porta inevitabilmente a chiudere la finestra elettorale dell'autunno e comunque non ritarda la procura di Milano chiamata a ricalcolare i tempi dell'interdizione. 

Discorsi e rischi che il Cavaliere conosce bene ecco perchè nessuna decisione finale è stata presa. In settimana (pare già martedì) l'ex premier dovrebbe far rientro a Roma per decidere con i suoi, alla luce anche delle notizie che arriveranno da palazzo Madama, se cambiare o meno strategia. (Yasmin Inangiray - ANSA)


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