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Max Parisi

OGGI PARLA DRAGHI E LA BCE DECIDE SE AUMENTARE O LASCIARE COSI' COME SONO I TASSI. (DRAGHI COL CAPPIO TEDESCO AL COLLO)

giovedì 5 settembre 2013

FRANCOFORTE  - I mercati attendono il verdetto della Bce. Oggi l'istituto annuncerà alle 13.45 ora italiana la decisione sui tassi di rifinanziamento che, secondo il consensus, rimarranno fermi al minimo storico dello 0,5%. 

La trepidazione è soprattutto per le parole del presidente Mario Draghi, che inizierà a parlare alle 14.30 ora italiana. In un contesto di Bce scossa da profonde spaccature, il banchiere dovrà riuscire a dare un messaggio chiaro e deciso ai mercati, per non alimentare una volatilità che è pronta a esplodere sull'azionario da un momento all'altro. Una cosa è certa: la frammentazione interna al Comitato esecutivo della Bce rischia di minare la credibilità dell'istituto.

Nelle ultime settimane, infatti, nonostante le rassicurazioni di Mario Draghi sul fatto che i tassi di interesse potrebbero essere tagliati ancora, prima la Bundesbank di Jens Weidmann, poi lo stesso ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble, hanno contraddetto il comunicato ufficiale, affermando che la Bce potrebbe alzare i tassi, e sarebbe anzi pronta a farlo. 

Ma lo scenario che Draghi ha di fronte non è per niente rassicurante: la crisi di governo in Italia potrebbe alimentare da un momento all'altro attacchi speculativi contro i BTP, mentre l'Europa è interessata da una crescita senza occupazione.

Qual è stato l'errore che Draghi ha compiuto? Probabilmente l'eccessivo ottimismo, di cui si sono macchiati tanti altri leader europei, per non parlare di quelli italiani. Draghi ha infatto previsto una ripresa dei fondamentali dell'economia europea in ogni meeting della Bce, a partire dal dicembre del 2011. E il dilemma è che queste sue parole hanno aumentato le attese sui tassi di interesse a livelli che lui stesso considera "non giustificati".

"In un momento in cui la ripresa è nella sua fase iniziale, è importante che il presidente della Bce limiti ogni brusca reazione al rialzo dei tassi", avverte, in una intervista a Bloomberg, Alan Clarke, economista di Scotiabank a Londra". Perchè la ripresa dei tassi scatenerebbe il rialzo degli interessiche paesi come l'Italia devono pagare sui loro debiti. E sarebbe di nuovo tutto punto, a capo. (WSI)


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