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Max Parisi

BELGIO: VIETATO PUBBLICIZZARE CELLULARI A BAMBINI E ADOLESCENTI. 100-150 CASI ANNO DI TUMORE CEREBRALE DI TROPPO.

mercoledì 17 aprile 2013

L’amministrazione belga ha iniziato una campagna preventiva per proteggere i consumatori dall’esposizione nociva delle onde elettromagnetiche dei cellulari. La campagna è rivolta sopratutto ai bambini ed agli adolescenti.  Secondo uno studio ogni anno 100-150 belgi si ammalerebbero di tumore celebrale. Uno dei ricercatori del centro medico Cedars-Sinai di Los Angeles ha dichiarato: ”I crani dei bambini sono più sottili. Così la radiazione può penetrare più profondamente nel loro cervello, come in quello dei giovani adulti.”

Questi campanelli di allarme hanno spronato il governo belga a cercare di salvaguardare i propri cittadini. Tra le misure adottate in Belgio troviamo: divieto di pubblicizare ai giovani i cellulari, divieto di fabbricare cellulari giocattolo, obbligo dei costuttori di inserire nella confezione del cellulare i livelli di onde elettromagnetiche emesse dal dispositivo

Secondo uno studio di una azienda svedese presentato al Mobile World Congress di Barcellona il traffico dati mobile è raddoppiato nell’ultimo anno comprendo l’89% del territorio goblale. Si contano 6,3 miliardi di SIM attive e 4,4 miliardi di abbonamenti, praticamente una persona su nova al mondo possiede un cellulare. Sono vari studi si sono susseguiti negli anni sui rischi legati ad un eccessivo e/o scorreto uso del telefono cellulare. Mentre uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità affidato a 31 scienziati di 14 Paesi ha inserito i campi elettromagnetici dei cellulari nell’elenco delle sostanze “forse cancerogene” assieme ai pesticidi ed ai metalli pesanti contenuti nei gas di scarico; ma l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha dichiarato “In generale, non è stato osservato alcun rischio di glioma o meningioma con i cellulari. I possibili effetti di un uso prolungato richiedono ulteriori indagini”.

Sono sempre maggiori le persone “elettrosensibili” che riscontrano malesseri a causa dei campi elettromagnetici generati da telefoni cellulari, cord-less, stazioni radio base di telefonia mobile, linee elettriche, wi-fi, radar di uso civile e industriale. Paolo Orio, vicepresidente dell’associazione italiana elettrosensibili ha dichiarato: “ I sintomi possono variare di intensità, durata e localizzazione. Tra questi troviamo cefalea, disturbi del sonno e della memoria, nausea e bruciori lungo tutto il tronco, o ancora arrossamenti cutanei, alterazioni del ritmo cardiaco e del tono dell’umore”.

Ha riscontrato i primi sintomi nel 1999, dopo 3 anni di intenso utilizzo del telefono cellulare. “Tutto iniziò con mal di testa, dolore a carico del padiglione auricolare su cui appoggiavo il telefono, sensazione di prurito anche intenso dentro il condotto uditivo. Andai dal medico di base ma non trovai risposte, anche perchè la patologia non è ancora riconosciuta come malattia inquadrabile nei classici codici della malattie internazionali ( I.C.D) da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità. Per noi – elettrosensibili – diventa difficile se non impossibile andare al cinema, a teatro, in luoghi pubblici come le biblioteche dove ormai il wi-fi è omnipresente, sui principali mezzi di trasporto. Non uso il cellulare da 14 anni, ho l’auto schermata in quanto le centraline elettroniche producono campi elettromagnetici e noi li avvertiamo subito e ho tolto la corrente dietro il letto.

Qualche anno fa l’Istituto Superiore di Sanità fece partire uno studio per valutare le persone affette da questa sindrome. Gli scopi dello studio erano la valutazione di alcuni parametri che possono subire variazioni in soggetti elettrosensibili. Uno studio indubbiamente partito con tutti i buoni auspici, ma che misteriosamente non fu pubblicato. La tecnologia utilizzata nei telefoni cellulari è in uso da circa 30/40 anni, ad oggi mi viene difficile credere che non sia stato possibile effettuare una ricerca veritiera sulla nocività delle radiazioni elettromagnetiche, considerando le contraddizioni che emergono ogni volta che un nuovo studio viene effettuato dubito che nei prossimi anni verrà presa una posizione favorevole ai consumatori. Infatti, l’estate scorsa lo Chief Operating Officer di 3 Italia, Dina Ravera ha dichiarato: “Gli operatori chiedono agli organi tecnici e politici di trovare una risposta veramente risolutiva e non un semplice palliativo. Ad esempio: una norma che tenga conto delle rilevazioni all’interno del palazzo e non all’esterno del palazzo sarebbe una modifica che porterebbe di fatto ad un innalzamento dei limiti di emissione elettromagnetica, facilitando il roll out dell’LTE. Ebbene, questo sarebbe un intervento che in ogni caso non sarebbe sufficiente a risolvere il problema”.

Qualche mese dopo il caro tecnocrate di Goldman Sachs e partecipante al club Bilderberg, Mario Monti nel decreto sviluppo correlato all’ implementazione della tecnologia 4G o LTE, con l’articolo 14, ha aumentato i limiti di esposizione regolamenti per legge. L’elettrosmog prodotto da un impianto di telefonia mobile situato vicino ad una abitazione, ad un cortile o ad una scuola deve essere calcolato come media delle emissioni nell’arco delle 24 ore e non più nei 6 minuti di picco giornaliero ( dalle 13 o dalle 20 come fasce di maggior traffico telefonico nei centri urbani). Così si allarga la base di calcolo e nella media giornaliera i picchi massimi verranno compensati da quelli minimi delle ore notturne, quando c’è meno traffico e dunque meno elettrosmog. Semplicemente, criminale. 

Fonte: http://cribb10.wordpress.com/2013/03/26/belgio-vieta-i-cellulari-ai-bambini/ 

 

 

 


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