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Max Parisi

CHI L'HA DETTO CHE LE SENTENZE NON SI COMMENTANO? IL GIUDICE CHE HA CONDANNATO BERLUSCONI LO FA SUL MATTINO (DI NAPOLI)

martedì 6 agosto 2013

Roma - Il giudice Antonio Esposito, a capo del collegio della Cassazione che ha emesso la sentenza Mediaset, ha rilasciato un'intervista a un quotidiano, il Mattino di Napoli, in cui spiega la sentenza. Intervista poi smentita in alcuni passaggi dal presidente della Corte. In particolare, Esposito smentisce attraverso una nota "nella misura piu' assoluta e categorica" le espressioni riferite a Silvio Berlusconi: "condannato perche' sapeva" e "condannato perche' sapeva non perche' non poteva non sapere". 

Silvio Berlusconi era informato della frode fiscale. Per questo motivo è stato condannato. Il presidente della sezione feriale della Cassazione Antonio Esposito ha firmato la sentenza con cui l'ex premier è stato condannato a 4 anni di reclusione (tre dei quali condonati con l'indulto). E spiega che in questo caso non è possibile sostenere che «non poteva non sapere». Al contrario, la condanna è arrivata «perché sapeva», era stato informato del reato. Tuttavia, in mattinata, una nota del giudice rettifica parzialmente quanto riportato. Esposito smentisce in particolare «di aver pronunziato, nel colloquio avuto con il cronista - rigorosamente circoscritto a temi generali e mai attinenti alla sentenza, debitamente documentato e trascritto dallo stesso cronista e da me approvato - le espressioni riportate virgolettate: "Berlusconi condannato perchè sapeva non perchè non poteva non sapere"». Il giudice ha anche difeso l'operato della corte da lui presieduta: «Nessuna fretta nel processo. Abbiamo solo attuato un doveroso principio della Cassazione, quello di salvare i processi che rischiano di finire in prescrizione. Abbiamo deciso con grande serenità».

L'intervista di Esposito ha suscitato malumore tra le fila berlusconiane. Il coordinatore del Pdl Sandro Bondi si chiede se «è normale che il giudice Esposito entri nel merito della sentenza della Cassazione con un'intervista rilasciata a un quotidiano nazionale? È questo il nuovo stile dei giudici della Cassazione? Io credevo che i giudici parlassero attraverso le sentenze, anche se controverse, e che i magistrati fossero 'la bocca della leggè. Ma vuol dire che mi sbaglio». Mentre Luca d'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera del Pdl invoca un'azione disciplinare nei confronti della toga partenopea: «Al di là dei contenuti, risibili e assai discutibili, l'intervista dell'ineffabile presidente della sezione feriale della Cassazione, Antonio Esposito, è gravissima. I magistrati, e ancor più i giudici, dovrebbero parlare solo con le sentenze (anche quando ci si vergogna di esse) e questo principio dovrebbe valere oggi più che mai, per non alimentare tensioni ed esacerbare un popolo di milioni di persone che vuole giustamente reagire a quella che ritiene una grave ingiustizia. Auspichiamo che il ministro della Giustizia promuova un'azione disciplinare e prenda immediati provvedimenti nei confronti del giudice Esposito». (AGI - Corriere.it)


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