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Max Parisi

ALTRI 250.000 POSTI DI LAVORO VERRANNO DISTRUTTI NEL 2013: E' LA PREVISIONE DEL MINISTERO DEL... LAVORO!

martedì 23 luglio 2013

Roma - Nel 2013 ci sarà una perdita di 250 mila posti di lavoro. Lo prevede il sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro, che monitora le previsioni occupazionali delle imprese dell'industria e dei servizi. Per quest'anno, infatti, le aziende prevedono 750 mila "entrate complessive di personale", che però "non compenseranno il milione di uscite messo a bilancio nel 2013, producendo un saldo negativo di 250 mila unità". Due le notazioni almeno in parte positive: una piccola quota di imprese, il 13,2%, continua ad assumere, indirizzando la scelta su lavoratori laureati o diplomati e operai specializzati. Inoltre i contratti di lavoro a tempo indeterminato “guadagneranno” un punto percentuale, andando a rappresentare oltre un quinto delle entrate totali. 

Le difficoltà del mercato interno, secondo l'indagine Excelsior, "determinano un calo dei contratti complessivamente attivati: 112 mila in meno di quelli preventivati nel 2012". E la dinamica negativa dell'occupazione "tenderà a colpire soprattutto quegli ambiti (territoriali, settoriali, di dimensione d'impresa) più strettamente dipendenti dal mercato interno: il Mezzogiorno (da cui è atteso il 35% del saldo negativo complessivo), le imprese con meno di 10 dipendenti (che prevedono di ridurre la forza lavoro di 142.600 unità), le costruzioni (-59 mila), il commercio al dettaglio (-24.500), il comparto turistico (-25.100)".   Quanto ai settori, la riduzione dell’occupazione, considerando sia il lavoro dipendente che le altre tipologie, interesserà in primo luogo i servizi (-127 mila il saldo previsto tra entrate e uscite), in particolare il commercio al dettaglio (-24.500), i servizi di alloggio e ristorazione (-25.600), quelli di trasporto e logistica (-14.700), di supporto alle imprese e alle persone (-16.300) e i servizi culturali e sportivi (-8.800).   La manifattura perderà 61.400 occupati complessivi, soprattutto nelle industrie tessili e dell’abbigliamento (-11.500 il saldo tra entrate e uscite previste), in quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (-11 mila), in quelle del legno e mobile (-6.400) e nelle industrie di fabbricazione di macchinari e mezzi di trasporto (-7 mila). (Il Mondo)


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