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Max Parisi

OCSE: PIU' DI UN GIOVANE SU DUE IN ITALIA HA UN LAVORO PRECARIO. E LA RECESSIONE CONTINUERA'. (ARRIVA PRIMA IL DEFAULT)

martedì 16 luglio 2013

Roma - Oltre un giovane su due in Italia ha un lavoro precario. E' quanto si legge nel rapporto Ocse sull'occupazione, relativo al 2012. In particolare, i giovani tra i 15 e i 24 anni che hanno un lavoro precario sono il 52,9%. Erano, nel 2011, il 49,9% e nel 2012 il 42,3%. Nel 2000, la percentuale era molto piu' bassa e cioe' il 26,2%. Nel rapporto si evince anche che in Italia, nel 2012, la quota complessiva di chi ha un lavoro precario e' del 13,8% e che la quota delle donne e' del 48,4%. 

L'Italia rimane intrappolata nella recessione ed e' probabile che la disoccupazione continui ad aumentare restando a livelli superiori alla media europea. Lo scrive ancora  l'Ocse nel rapporto 'Employment Outlook 2013'.

L'organizzazione ricorda come in base alle ultime previsioni maggio scorso, "la recessione continuera' per tutto il 2013 e l'economia italiana e' attesa in leggera ripresa solo nel 2014".

Commentando le prospettive aperte dalla riforma Fornero del 2012, l'Ocse scrive che "ci si puo' aspettare che, avendo limitato i casi di licenziamento senza giustificato motivo in cui il reintegro nel posto di lavoro puo' essere ordinato dal giudice e reso le procedure di soluzione dei conflitti piu' veloci e previsibili, la riforma dia un impulso alla crescita della produttivita' e alla creazione di lavoro nel prossimo futuro".

"Ciononostante - continua il rapporto - l'Italia rimane uno dei paesi OCSE con la legislazione piu' restrittiva sui licenziamenti, in particolare per quello che riguarda la compensazione in assenza di reintegro e la definizione restrittiva di licenziamento ingiustificato che domina nella giurisprudenza". (Adnkronos)


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