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Max Parisi

L'INPS IN ROSSO DI NOVE MILIARDI! COLPA DELLE PENSIONI DEGLI IMPIEGATI PUBBLICI (LO STATO NON HA VERSATO CONTRIBUTI)

martedì 16 luglio 2013

ROMA - Nel 2012 il risultato finanziario di competenza del nuovo Inps e' stato negativo per 8,996 miliardi di euro a causa dell'integrazione con l'Inpdap. L'incorporazione dell'ente pensionistico dei lavoratori della P.A, gia' in rosso nel 2011 per 10,269 miliardi, rileva l'Inps, ha fatto scendere il patrimonio netto da 41,3 miliardi nel 2011 a 22 nel 2012. 

La gestione finanziaria di competenza del nuovo Inps nel 2012 - sottolinea l'Istituto nel suo rapporto annuale - ''evidenzia un saldo di -8.996 milioni di euro, ascrivibile essenzialmente alla gestione dei lavoratori pubblici ex Inpdap''.

La situazione patrimoniale rileva un patrimonio netto di 22 miliardi di euro, in netto calo rispetto ai 41,297 registrato nel 2011''. Sempre nel 2011 l'Inpdap aveva un patrimonio netto negativo per 10,269 miliardi mentre l'Enpals, sempre inglobato nell'Inps registrava un patrimonio di 3,077 miliardi.

Non e' stato conteggiato ancora il patrimonio immobiliare Inpdap (circa tre miliardi di euro) che in assenza della normativa necessaria non puo' essere aggiunto al patrimonio netto del nuovo Inps. Il risultato finanziario di competenza del 2011 e' stato positivo per 1.297 milioni per l'Inps e negativo per 1.461 milioni per l'Inpdap. Nel 2012 si e' registrato un risultato finanziario di competenza (la differenza tra le entrate pari a 376.896 milioni e le uscite pari a 385.892 milioni) negativo per il superInps per 8,996 miliardi.

L'avanzo di amministrazione per il nuovo Inps nel 2012 e' stato di 55,6 miliardi (60,3 il nuovo Inps nel 2011). ''Le politiche limitative del turnover nel pubblico impiego prima e la riduzione del personale della PA prevista dalla spending review per il futuro - scrive l'Inps - avranno riflessi sulla platea degli iscritti (peggiorando il rapporto tra iscritti e pensionati) e quindi sul gettito contributivo mentre contemporaneamente aumenta la spesa per pensioni (per l'aumento del numero dei trattamenti pensionistici) con conseguente aumento del disavanzo.

Una eventuale ripresa economica potra' portare benefici in termini occupazionali nel settore privato ed eventualmente degli autonomi con incremento dei contributi versati ma non comportera' un incremento del personale della PA e quindi delle entrate contributive della Gestione pubblica''. (ANSA).


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