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Max Parisi

LA GUERRA IN EUROPA C'E' GIA': E' FINANZIARIA. E GLI AGGRESSORI HANNO QUASI VINTO (A MENO CHE NON ABBATTIAMO L'EURO)

sabato 13 luglio 2013

Sulla stampa estera si trovano articoli scritti da economisti di svariate scuole di pensiero  che unanimemente esprimono pareri preoccupati sul futuro dell’Europa, schiacciata da un’Unione Europea sempre più simile all’Unione Sovietica anche nel desiderio di vedere la propria popolazione in povertà, mentre  i vertici di Bruxelles se ne stanno ben al riparo dei loro stipendi dorati.

Sempre più analisti parlano di futuri conflitti, ma nella realtà la guerra in Europa si sta già combattendo. Chi pensa ancora a conflitti armati, appartiene ad una visione della guerra ampiamente superata, prova ne sia che questi avvengono solo nelle zone meno sviluppate del pianeta. Le guerre moderne si combattono nelle stanze asettiche delle grandi istituzioni finanziarie e delle lobbies a loro collegate e in molti casi controllate. Oggi per annientare una nazione, non servono i bombardamenti a tappeto della seconda guerra mondiale, e nemmeno le testate nucleari; basta scatenare un’ondata speculativa sul suo debito sovrano ovvero sui titoli di stato.

Le alchimie finanziarie che consentono di vendere allo scoperto (ovvero vendo ciò che non ho per farne abbassare il prezzo ed acquistarlo ad un prezzo più basso di quello pattuito per la vendita) per centinaia se non migliaia di miliardi senza correre rischi (poiché quelli vengono scaricati sul popolo bue degli investitori tramite prodotti di investimento appetibili e sicuri solo in apparenza), rendono queste istituzioni, più forti e temibili di qualsiasi esercito e la prova l’abbiamo avuta anche sulla nostra pelle.  Quando le grandi lobbies hanno deciso che in Italia doveva governare un loro uomo, hanno scatenato una delle più grandi ondate speculative che la storia ricordi, portando il governo Lega-PDL alle dimissioni ed alla nascita del governo tecnico del professor Monti, da sempre ben visto dai potentati finanziari mondiali.

Una volta insediatosi Monti, nonostante le politiche finanziarie disastrose messe in campo dal suo governo (politiche che sono state sonoramente bocciate dalla corte dei conti, non dal corriere dei piccoli), la speculazione sul debito pubblico italiano si è subito sopita. Come mai? Semplice: le istituzioni finanziarie hanno vinto la loro guerra, in quanto il governo Monti ha mandato in recessione il paese. In questo modo, tali istituzioni, possono fare shopping di aziende estremamente appetibili, a prezzi da saldo e le nazioni nordiche, Germania in testa, si sono tolte dai piedi la pericolosa concorrenza delle aziende del nord italia.

Ed il bello che tutto questo è stato ammantato dai nobili propositi di salvare l’Unione Europea e l’Euro, che nella realtà rappresentano entrambi un cancro pericolosissimo per la democrazia e soprattutto per il benessere del popolo non solo italiano, ma europeo in generale.

Poiché siamo palesemente in guerra, oltre ad avere il coraggio di dichiararlo, è necessario anche rispondere colpo su colpo all’avversario. In che modo è possibile farlo? Se avessimo un governo degno di tal nome, si sarebbe già stabilito di uscire dall’Euro con effetto immediato (i trattati prevedono un periodo di transizione di due anni, ma in guerra i trattati non hanno valore) dando mandato alla banca centrale italiana di stampare carta moneta e di acquistare le emissioni di titoli di stato in caso di crisi sui mercati internazionali e nazionalizzare le riserve finanziarie presenti in italia delle istituzioni che hanno speculato ai danni  del paese. 

Si tratta di misure drastiche? Non lo sono forse state quelle che il governo Monti ha imposto al paese portandolo alla più grave recessione dalla fine della seconda guerra mondiale? E’ necessario avere il coraggio di reagire a questa guerra non dichiarata, ma combattuta ormai da tre anni, perché in ballo non c’è solo il benessere nostro e delle generazioni future, ma il concetto stesso di democrazia che, non è un caso, è nato in Grecia e con la Grecia rischia di morire.

Luca Campolongo - Resp. Consulenza e Sviluppo Nuovi Mercati

www.sosimprese.info consulenza@sosimprese.info

 


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