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Max Parisi

IL PD SI SPACCA IN DUE: 70 (SETTANTA!) SENATORI CONTRO LA DIREZIONE DEL PARTITO: BASTA AUTOGOL O IL PD MUORE. E' RIVOLTA

giovedì 11 luglio 2013

ROMA - "La distanza tra quanto comunicato in queste ore e cio' che davvero e' accaduto e' davvero paradossale". E' quanto affermano in una nota una settantina di senatori del Pd che chiedono al partito uno ''scatto d'orgoglio'' e di porre fine agli ''autogol''. "Appare in gran parte incomprensibile - sottolineano - l'occasione che sta perdendo il Pd di spiegare e valorizzare le scelte, certo faticose e non facili, dei suoi parlamentari".

Una lettera aperta per "uno scatto d'orgoglio del Pd", perche' non si ripetano "autogol", come accaduto ieri, e perche' "si spieghi meglio" al Paese che il sostegno al governo Letta "e' la migliore scelta che si possa fare date le circostanze".

Il documento e' firmato da 70 senatori del Pd di diverse aree dal veltroniano Giorgio Tonini al bersaniano Miguel Gotor, al 'giovane turco' Francesco Verducci. "La distanza tra quanto comunicato in queste ore e cio' che davvero e' accaduto e sta accadendo nelle aule parlamentari e' davvero paradossale", si legge nella lettera. "Appare in gran parte incomprensibile sottolineano gli esponenti Pd- l'occasione che sta perdendo il Pd di spiegare e valorizzare le scelte, certo faticose e non facili, dei suoi parlamentari. Siamo concordi nel giudizio critico sugli eventi di ieri, la drammatizzazione di vicende giudiziarie del leader di un partito, il Pdl, con toni e modalita' che nessuno di noi ha condiviso.

Piacerebbe, pero', vedere uno scatto d'orgoglio da parte del Pd e che fossero comunicate meglio le nostre buone ragioni al Paese. "A cominciare -proseguono- dalla fatica e dalla responsabilita' nel sostenere un Governo chiamato a realizzare riforme a fronte di una crisi gravissima. Sapevamo che non stavamo creando un governo di larghe intese con Merkel o Cameron, ma le condizioni di urgenza cui ci richiamava qualche settimana fa il presidente Napolitano non sono cambiate.

E' demagogico invocare il ritorno alle urne quando tutti sappiamo che il porcellum ci restituirebbe un parlamento altrettanto frammentato e ingovernabile. Non sosterremmo un minuto di piu' questa maggioranza se non pensassimo che possa produrre in tempi certi le scelte di cui il Paese ha bisogno - concludono i senatori - Ma oggi rivendichiamo che questa e' la miglior scelta che si possa fare date le circostanze". Tra i firmatari della lettera Francesco Russo, Valeria Fedeli, Claudio Martini, Rita Ghedini, Giorgio Tonini, Francesco Verducci, Miguel Gotor, Stefano Collina, Paolo Corsini, Vannino Chiti, Camilla Fabbri, Paolo Guerrieri, Stefano Esposito, Giorgio Santini, Angelica Saggese, Giancarlo Sangalli, Francesca Puglisi e Rosanna Filippin. (Ansa)

 


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