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lunedì 8 luglio 2013

Giugliano in Campania, provincia di Napoli.

La strada che vedete nel video si chiama Circonvallazione esterna. Una lingua di asfalto lunga cinque chilometri e mezzo, passaggio obbligato per chi dal capoluogo partenopeo vuol raggiungere il mare del litorale flegreo, le sue spiagge e i suoi lidi. Le autovetture sfrecciano nei due sensi di marcia, in direzione inversa c’è un grande Centro commerciale. Accanto alle carreggiate centrali ci sono due altre strade, una per senso di marcia, dove l’andatura si fa più lenta. E il paesaggio cambia decisamente.

E’ questo il regno del grande racket della prostituzione gestito dalla camorra. Tra campi assolati e grandi strutture alberghiere si vedono le ragazze. Accomodate su sedie portate lì appositamente, appoggiate sul guard-rail, a cavalcioni sugli spartitraffico, si proteggono con gli ombrelli dal sole accecante. I loro abiti lasciano poco all’immaginazione. Alcune sono giovanissime, forse anche minorenni. E se ne contano a decine, prevalentemente est europee, ma non mancano le italiane, le spagnole, le sudamericane e le africane.

Di tanto in tanto un’auto si ferma per contrattare le prestazioni. Gli incidenti sono frequentissimi in zona, i controlli a quanto pare assenti, o di certo ben poco efficaci. Le ragazze si concedono per settanta euro, portando i clienti in uno dei tanti alberghi della zona, dove nessuno viene mai registrato, col beneplacito dei titolari, o sotto la minaccia armata dei clan. Ma addentrandosi in una delle tante traverse utili al cambio di carreggiata, si scopre l’esistenza di un vero e proprio mercato a cielo aperto della prostituzione. Qui le donne esibiscono il proprio corpo con ancora maggiore evidenza. Il prezzo per prestazione cambia, si consuma per strada, in appositi parcheggi allestiti allo scopo. Si paga venti euro per un incontro, dieci se si sceglie un’africana. Immagini che si fatica a credere siano state riprese sul territorio nazionale, ma è scena che si ripete da anni, tutti i giorni, domeniche incluse, sotto gli occhi di tutti. Non è possibile non sapere. Non è possibile sapere, e non intervenire.

Inchiesta realizzata da Enrico Geretto e Giuliano Maccaus





 
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